Sii impeccabile con la parola
Non prendere nulla in modo personale
Non supporre nulla
Fai sempre del tuo meglio
Vorrei che queste frasi fossero scaturite dalla mia mente, ma non è così. Sono i "Quattro accordi" di Don Miguel Ruiz. Sono semplici, forse appaiono banali, ma contengono tutto ciò che c'è da sapere, soprattutto tutto ciò che c'è da fare per migliorare questo strano mondo in cui viviamo.
Ho letto tanti libri che non ricordo nemmeno i titoli, molti sono passati come fiumi di parole davanti ai miei occhi e davanti alla profondità di queste quattro frasi mi sembra di non aver compreso nulla.
Ira, rabbia, risentimento diventano semplicemente insensati, inutili e soprattutto futili.
sabato 5 maggio 2012
giovedì 15 luglio 2010
Priorità
Il buon senso dovrebbe indirizzare l'operato di chiunque verso ciò che è realmente importante ed attribuire a questa attività la massima priorità.
Mi chiedo se la legge sulle intercettazioni sia oggi una priorità, ma ancora di più mi chiedo se chi è all'opposizione non riesca a scorgere altre problematiche di maggior interesse e soprattutto di maggior importanza.
Quando una legge sta per essere varata o almeno discussa riesco a percepire dai mezzi di comunicazione esclusivamente plausi e critiche dirette, sembra quasi che il concetto di critica costruttiva sia stato dimenticato dalla nostra politica.
Per critica costruttiva intendo l'insieme di due fattori:
1) valutazione oggettiva dell'altrui operato
2) in caso di contrarietà PROPOSTA di operati alternativi concreti
E' facile dire: "Così non va bene" e poi snocciolare tutta una serie di valori sociali ovviamente condivisi, più complicato mi sembra dire "Così non va bene per queste ragioni, occorrerebbe fare in quest'altra maniera".
Forse non sono capace a sentirle queste critiche costruttive, forse più semplicemente non vengono neanche espresse.
Mi chiedo se la legge sulle intercettazioni sia oggi una priorità, ma ancora di più mi chiedo se chi è all'opposizione non riesca a scorgere altre problematiche di maggior interesse e soprattutto di maggior importanza.
Quando una legge sta per essere varata o almeno discussa riesco a percepire dai mezzi di comunicazione esclusivamente plausi e critiche dirette, sembra quasi che il concetto di critica costruttiva sia stato dimenticato dalla nostra politica.
Per critica costruttiva intendo l'insieme di due fattori:
1) valutazione oggettiva dell'altrui operato
2) in caso di contrarietà PROPOSTA di operati alternativi concreti
E' facile dire: "Così non va bene" e poi snocciolare tutta una serie di valori sociali ovviamente condivisi, più complicato mi sembra dire "Così non va bene per queste ragioni, occorrerebbe fare in quest'altra maniera".
Forse non sono capace a sentirle queste critiche costruttive, forse più semplicemente non vengono neanche espresse.
giovedì 11 febbraio 2010
Soluzione alla crisi
Sento in continuazione parlare di crisi economica, di calo dei consumi e di necessita di ripresa degli stessi, ma mi domando se non sarebbe più sensato utilizzare questa crisi per dare una svolta al nostro tipo di economia.
Forse occorrerebbe iniziare cambiando le persone che ci hanno portato a questa situazione, ma prima ancora bisognerebbe cambiare i nostri obbiettivi.
Il benessere non è legato ad un sempre maggior guadagno, ad una sempre maggiore capacità di spesa, ma ad un miglior utilizzo delle nostre capacità economiche.
A cosa serve incrementare gli stipendi ed i compensi se poi non si ha il tempo di vivere. Personalmente preferirei guadagnare sempre la stessa cifra, ma avere più tempo da dedicare ad altre mansioni (o semplicemente alla mia famiglia) che non siano soltanto il lavoro; quantomeno sarebbe interessante che una maggior responsabilità di tutti nel fare il proprio lavoro implicasse minori perdite di tempo, inseguimento di soluzioni dovute alla riparazione delle altrui "male fatte".
Impareremo a puntare alle cose che valgono o continueremo a farci convincere da questa società consumistica che il possedere è più importante dell'essere.
Forse occorrerebbe iniziare cambiando le persone che ci hanno portato a questa situazione, ma prima ancora bisognerebbe cambiare i nostri obbiettivi.
Il benessere non è legato ad un sempre maggior guadagno, ad una sempre maggiore capacità di spesa, ma ad un miglior utilizzo delle nostre capacità economiche.
A cosa serve incrementare gli stipendi ed i compensi se poi non si ha il tempo di vivere. Personalmente preferirei guadagnare sempre la stessa cifra, ma avere più tempo da dedicare ad altre mansioni (o semplicemente alla mia famiglia) che non siano soltanto il lavoro; quantomeno sarebbe interessante che una maggior responsabilità di tutti nel fare il proprio lavoro implicasse minori perdite di tempo, inseguimento di soluzioni dovute alla riparazione delle altrui "male fatte".
Impareremo a puntare alle cose che valgono o continueremo a farci convincere da questa società consumistica che il possedere è più importante dell'essere.
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mercoledì 1 ottobre 2008
Buon senso e consapevolezza
Forse apparirà lapalissiano, ma ci rendiamo conto di quando e cosa stiamo facendo ?
Ieri mattina mentre partivo per andare in ufficio ho acceso la radio e trasmettevano "I migliori anni della nostra vita" di Renato Zero: è stato un attimo di illuminazione, ho ripensato alla sera precedente, in cui mi ero arrabbiato con i miei figli per stupidi errori commessi, in realtà solo sfogando il nervosismo che una giornata di lavoro aveva lievitato.
Troppo con frequenza perdiamo la consapevolezza dell'attimo che sfugge dell'istante che non ritornerà e compiamo azioni sbagliate. Il buon senso non si manifesta e la follia di una corsa senza traguardo attira tutta la nostra attenzione. Se qualcuno sta leggendo questo mio post gli chiedo di fermarsi e contare fino a 60. Un minuto circa di "ferma tutto". Un minuto da non dedicare a niente se non a se stessi ed alla consapevolezza che un gesto dolce non fatto ad una persona cara o anche ad uno sconosciuto non avremo più il tempo di farlo, non esiste un riavvolgimento, un replay da modificare. I migliori anni della nostra vita sono qui, adesso e ora sempre.
Ieri mattina mentre partivo per andare in ufficio ho acceso la radio e trasmettevano "I migliori anni della nostra vita" di Renato Zero: è stato un attimo di illuminazione, ho ripensato alla sera precedente, in cui mi ero arrabbiato con i miei figli per stupidi errori commessi, in realtà solo sfogando il nervosismo che una giornata di lavoro aveva lievitato.
Troppo con frequenza perdiamo la consapevolezza dell'attimo che sfugge dell'istante che non ritornerà e compiamo azioni sbagliate. Il buon senso non si manifesta e la follia di una corsa senza traguardo attira tutta la nostra attenzione. Se qualcuno sta leggendo questo mio post gli chiedo di fermarsi e contare fino a 60. Un minuto circa di "ferma tutto". Un minuto da non dedicare a niente se non a se stessi ed alla consapevolezza che un gesto dolce non fatto ad una persona cara o anche ad uno sconosciuto non avremo più il tempo di farlo, non esiste un riavvolgimento, un replay da modificare. I migliori anni della nostra vita sono qui, adesso e ora sempre.
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